Fumo afghano

La discussione sul rifinanziamento delle missioni militari all’estero, già difficile per oggettive ragioni strategiche e per le differenze di valutazione all’interno della maggioranza, si avvia nel clima di cordoglio per l’uccisione del caporal maggiore David Tobini e il ferimento di due suoi commilitoni in un agguato in Afghanistan. La fase attuale delle operazioni in Afghanistan, che vede in molte province l’avvicendamento di truppe nazionali a quelle che presidiano il territorio per mandato dell’Onu, presenta due aspetti contraddittori.
16 AGO 20
Immagine di Fumo afghano
Molti paesi hanno annunciato, anche unilateralmente, la riduzione o la ritirata dei contingenti, e quindi non c’è nulla di scandaloso nella richiesta avanzata dalla Lega di imitarli. La Lega, però, è parte essenziale di una maggioranza, il che le pone da una parte limitazioni nell’esercizio dell’azione politica su temi controversi, ma le fornisce anche lo spazio per un confronto che porti a soluzioni condivise in cui il suo punto di vista abbia il peso che merita.
Sarebbe, però, assolutamente inopportuno utilizzare nella discussione politica l’emozione causata dalle vittime militari. La Lega, stando alle dichiarazioni di Roberto Calderoli, ha capito la delicatezza della situazione e, pur ribadendo la sua contrarietà al proseguimento della missione in Afghanistan, ha assicurato che non farà mancare il sostegno parlamentare. Si vedrà poi se i comportamenti concreti saranno corrispondenti alle intenzioni, ma per ora va apprezzato un atteggiamento di responsabilità che, peraltro, rende in prospettiva più forte l’opzione dello sganciamento graduale e concordato da alcuni teatri di operazione sostenuta dai leghisti.